Guida introduttiva all’IDE Eclipse, per programmare con Java in modo accessibile.

Inizio oggi una serie di articoli che introducono alla possibilità di svolgere la professione del programmatore da parte di sviluppatori affetti da disabilità visiva (non vedenti ed ipovedenti). L’obiettivo è quello di rendere consapevoli le aziende del fatto che questa è una professione possibile per i disabili visivi, ma allo stesso tempo sono gli stessi ipovedenti o non vedenti che devono sapere che possono diventare sviluppatori professionisti, perché oggi gli strumenti ci sono. Nello specifico farò riferimento al sistema operativo Windows 10 a 64 bit, ampiamente diffuso, ma con dei piccoli accorgimenti, questa guida, è adatta anche a sistemi più vecchi o a 32 bit, oltre che per i sistemi Mac e Linux.

I tool per scrivere codice

Oggi parlerò dell’IDE Eclipse, che per chi non lo sapesse è un software libero per la scrittura di codice in diversi linguaggi di programmazione, in particolare vi parlerò del linguaggio Java, ma molto di quello che scriverò sarà applicabile anche ad altri linguaggi come Python o C.
Premetto che non è indispensabile un IDE per scrivere codice, potremmo farlo anche con un semplice editor di testo come il Blocco Note (notepad di Windows) o ancora meglio se con il più professionale e accessibile Notepad++, ma un IDE, che in parole semplici è un ambiente di sviluppo completo, ci facilita la vita offrendoci funzionalità avanzate che ci aiutano nella scrittura e nel debug del codice.

Il lettore di schermo

Da non vedenti, per usare un pc con Windows, abbiamo bisogno di un software chiamato lettore di schermo, oggi per fortuna ne esiste uno gratuito, si chiama NVDA ed è perfetto per ciò che dobbiamo fare, data la sua ottima compatibilità con un gran numero di strumenti per lo sviluppo di software. Per aumentare la compatibilità di NVDA con l’IDE Eclipse, io ed Alberto Zanella, abbiamo collaborato allo sviluppo di un Addon per il lettore di schermo, assolutamente da installare, vi rimando alla pagina ufficiale su GIT Hub “eclipse-nvda”, scaricate l’ultima release presente e per usarlo al meglio, seguite tutte le istruzioni descritte nel paragrafo “Eclipse Configuration”.

Sintesi vocale e Braille

Le disabilità visive sono tante, come sono tante le tipologie di persone di cui ne sono affette. Ci sono persone che basano la loro esperienza di uso del pc esclusivamente su ciò che ascoltano mediante sintesi vocale, io sono uno di questi, mentre invece ci sono altre persone che aggiungono il feedback tattile del Braille. Addirittura c’è chi utilizza solo il Braille senza sintesi. Gli strumenti descritti in questo articolo sono compatibili con tutte queste modalità di esperienza utente. Mi sento solo di consigliare, soprattutto nel caso si utilizzi solo la sintesi, di impostare la prolissità della punteggiatura su “tutta”, in modo che il lettore di schermo pronunci sempre tutta la punteggiatura. Essa è infatti fondamentale quando si scrive del codice in qualsiasi linguaggio di programmazione. Con NVDA si può ciclare tra i diversi livelli di prolissità della punteggiatura mediante la combinazione “tasto nvda + p”. Mi sento quindi di dire che chi usa il Braille, mediante una barra Braille collegata al pc, ha sicuramente una marcia in più ed è caldamente invitato a sfruttare questa opportunità.

Eclipse, un ide accessibile

Eclipse è un IDE che nasce accessibile, compatibile con le tecnologie vocali, a questa pagina potete leggere alcune informazioni e modalità di interazione con l’interfaccia del software. Gli utilizzatori di screen reader possono muoversi tra le varie sezioni di Eclipse mediante il solo utilizzo della tastiera, senza mouse. Infatti è questa la particolarità di chi utilizza il software da non vedente, il mouse non si usa e grazie alle numerose scorciatoie da tastiera (hotkey) si è in grado di padroneggiare il software in oggetto. Per comodità vi condivido un file di testo che contiene un buon numero di scorciatoie, quelle che utilizzo quotidianamente per il mio lavoro. Questi sono quasi tutti i requisiti di sistema che dovete possedere per iniziare gli sviluppi con Eclipse, dovete avere una buona padronanza del pc tramite lettore di schermo e conoscere le basi della programmazione. In base al fatto che vogliate programmare in Java o Python, dovete installare il rispettivo SDK, senza il quale non potrete compilare il vostro codice sorgente, vedremo nei prossimi paragrafi come compiere anche questa operazione.

Installare Eclipse

Una volta scaricato il file zip contenente il software Eclipse, non dovete fare altro che scompattarlo in una cartella sul vostro hard disk, consiglio di creare una cartella sviluppo sotto l’unità C e scompattare lo zip al suo interno, dato che lo zip contiene già una cartella eclipse. Avremo così la struttura di directory “c:\sviluppo\eclipse”. All’interno della cartella principale troverete il file eseguibile da lanciare per avviare l’IDE. Ma prima di eseguirlo dovete compiere ancora alcune operazioni.

Come funziona Java

Se vogliamo sviluppare in Java, dobbiamo sapere che parliamo di un linguaggio ad oggetti interpretato, infatti una volta scritto il codice con questo linguaggio di alto livello, esso viene compilato in linguaggio intermedio (il byte code) che successivamente viene interpretato ed eseguito da una Virtual Machine che è incaricata di dialogare con il sistema in cui è in esecuzione. Essendoci una virtual machine per ogni sistema operativo, capite che Java risulta un linguaggio universale, infatti una volta scritto il codice sorgente di alto livello, esso sarà sempre lo stesso da compilare, indipendentemente dal sistema operativo su cui dovrà girare il software sviluppato. Ritornando al concetto di SDK, per scrivere in Java, serve che sul vostro pc sia installato un insieme di librerie e programmi chiamato nello specifico JDK, esso contiene, dalle nuove versioni di Java, sia la parte per sviluppare, JDK appunto, sia la parte per eseguire il codice, la Java Virtual Machine.
Mi permetto di indicarvi il link dal quale scaricare l’ultima versione LTS della open JDK (Java 11), tramite la quale potrete compilare ed eseguire il vostro codice scritto in Java, per semplicità non vi rimando al sito del produttore, ma ad un link diretto al mio dropbox. Una volta scaricato lo zip di open JDK, non dovete fare altro che scompattarlo nella cartella sviluppo creata precedentemente. Avremo così la struttura “c:\sviluppo\jdk-11”.

Configurare la variabile di ambiente per Java

Per permettere all’IDE di trovare la versione di Java installata nel vostro sistema, dovete settare, tramite le preferenze di Windows, una nuova voce nella variabile di ambiente Path, che punti alla cartella bin della vostra installazione di Java. Path è la variabile di sistema utilizzata da Windows per individuare gli eseguibili richiesti dalla riga di comando o dalla finestra del terminale. Dal prompt dei comandi, digitando “echo %PATH%” potete vedere quali variabili di ambiente sono già presenti nel vostro pc. Se in passato avevate installato java per altri motivi, lo potreste già trovare, attenti solo alla versione installata. Se non è presente alcun riferimento a java, dovete procedere come segue:

  • premiamo il tasto “start” in windows e digitiamo “ambiente”, ci verrà proposta la voce “modifica le variabili di ambiente relative al sistema”, premiamola;
  • appare una nuova finestra, muoversi con il “tab” fino al tasto “variabili di ambiente …”, premiamolo;
  • appare una nuova finestra, spostarsi con il “tab” fino al gruppo “variabili di sistema”, qui è presente un elenco navigabile con le frecce con tutta una serie di variabili di sistema già presenti;
  • facciamo tab fino ad incontrare il tasto “nuova…”, premiamolo e nella finestra di dialogo che appare digitiamo il nome della nuova variabile di ambiente, dobbiamo chiamarla JAVA_HOME, spostiamoci con il “tab” sul campo “valore” dove dovremo indicare il percorso della variabile, nel nostro caso il percorso dovrebbe essere “c:\sviluppo\jdk-11”, scriviamolo e spostiamoci con il “tab” sul tasto “ok”. È importante che questo percorso indichi la cartella padre che contiene la cartella “bin”. Se avete installato java in un altra directory, accertatevi di inserire il percorso esatto;
  • a questo punto dobbiamo aggiungere questa variabile “JAVA_HOME” al path. Spostiamoci nuovamente con “shift + tab” sul gruppo “variabili di sistema” e con la freccia giù o su cerchiamo una variabile chiamata “path”. Una volta selezionata (basta esserci posizionati sopra), spostiamoci con il “tab” fino al tasto “modifica..”, premiamolo;
  • appare una nuova finestra di dialogo con l’elenco di tutti gli elementi della variabile path, non badiamo al contenuto, ma spostiamoci con il “tab” fino al tasto “nuovo”, premiamolo. Entreremo così in un campo in editazione, non dovremo fare altro che inserire la stringa %JAVA_HOME%\bin e dare invio. Spostiamoci con il “tab” fino al tasto “ok”, premiamolo;
  • tornati alla schermata precedente, la finestra generale delle variabili di ambiente, cerchiamo il tasto “ok” e premiamolo.

dopo questa procedura, il comando java diverrà disponibile in tutto il sistema. Digitando nel prompt dei comandi il comando “java -version” verrà descritta la versione di Java installata di default nel sistema, quella che verrà utilizzata ad esempio da Eclipse. Nel caso della open jdk comparirà una risposta simile a questa:
openjdk version "11" 2018-09-25
OpenJDK Runtime Environment 18.9 (build 11+28)
OpenJDK 64-Bit Server VM 18.9 (build 11+28, mixed mode)

Installare Java più facilmente

È importante sapersi muovere in Windows e sapere gestire le variabili di ambiente. È una cosa comunque da imparare. Se però, inizialmente, avete delle difficoltà a seguire la procedura per installare Java manualmente, potete scaricare da qui una versione di Java autoinstallante. Questa procedura creerà per voi le variabili di sistema necessarie al funzionamento di Java. Unica differenza è che non sarà la Open JDK, ma sarà la versione distribuita da Oracle, che se usata in ambiente di produzione a lavoro, è a pagamento, ma ai fini di questa guida è assolutamente utilizzabile.

Attenzione alle versioni: 32 bit o 64 bit?

Fate molta attenzione a installare versioni compatibili dei software sul vostro sistema. Se avete Windows a 64 bit, la versione di java ed Eclipse possono essere anche a 32 bit, a patto che condividano la stessa versione, non possiamo installare java a 32 bit e poi lanciare Eclipse a 64, ci darebbe errore. Se invece il vostro sistema operativo è a 32 bit, anche java ed Eclipse devono essere a 32 bit. In questi casi anomali, tentando di eseguire Eclipse, può verificarsi l’errore “java started but returned exit code 13”. Questa guida è pensata per Windows 10 a 64 bit, fate attenzione nel caso abbiate versioni diverse. Per sapere che versione di sistema operativo avete installato, potete andare nel prompt dei comandi e digitare “systeminfo”, appariranno una serie di informazioni tra cui “Tipo sistema:” dove è specificato se la versione è a 32 o 64 bit.

Visualizzare le estensioni dei file

Il sistema Windows nasconde di default le estensioni dei file conosciuti, ma uno sviluppatore ha sempre bisogno di visualizzarle e gestirle in autonomia. Ci sono diversi modi per cambiare questa impostazione, io vi consiglio un metodo molto rapido. Consiste nel premere il tasto “start” di Windows e digitare “estensioni”, vi verrà proposto di accedere al pannello “mostra/nascondi estensioni file”. Selezionate questa voce, atterrerete nel pannello dove è possibile gestire le opzioni sui file. Muovetevi con il tasto “tab” fino a trovare una visualizzazione ad albero che contiene le diverse opzioni, scendete con “freccia giù” fino a trovare la voce “nascondi le estensioni per i tipi di file conosciuti”, deselezionatela e premete il tasto “ok”, il gioco è fatto.

La struttura dell’interfaccia di Eclipse

Una volta avviato Eclipse, vi troverete difronte ad un software ben strutturato, complesso se non lo si conosce, semplice da usare se invece si sa dove mettere le mani. Questa guida non vuole essere esaustiva, ma darvi giusto i rudimenti per iniziare. Grazie alle scorciatoie da tastiera di cui vi ho condiviso un file da scaricare, potremo spostarci tra le viste principali. Immaginate la schermata principale di Eclipse come una grossa scatola, un contenitore, che prende il nome di perspective. Questo contenitore ha al suo interno degli scompartimenti chiamati view. In ognuna di queste view sono contenuti una serie di strumenti per lavorare con il codice. Le principali view per iniziare sono quella chiamata Editor, dove è presente la zona in cui scrivere il codice, la view del package explorer dove potremo navigare il nostro progetto in una struttura ad albero, molto simile al file system, la view problems dove sono segnalati eventuali errors o warnings e la view denominata console dove potremmo vedere le prime esecuzioni del nostro codice java. Tutte le viste e i rispettivi menu e tool sono raggiungibili mediante scorciatoie da tastiera. Come tutte le applicazioni standard di Windows, premendo il tasto “alt” si accede al menu principale dell’applicazione, dove troveremo tutte le opzioni e strumenti presenti nell’IDE. Dovete avere un solo accorgimento importante, infatti in tutte le schermate che presentano un tasto “browse”, solitamente usato per impostare un percorso su file sistem, nel quale salvare o leggere un file o una cartella, questo bottone aprirebbe una finestra di ricerca del percorso non accessibile. Dato che tale bottone è preceduto da un campo di testo a scrittura libera, consiglio di scrivere sempre a mano il percorso a cui si fa riferimento, va bene anche se lo incollate dagli appunti. È una piccola cosa, ma se non la si sa si può rimanere bloccati.

Il prompt dei comandi o console

Se non sapete come aprire il prompt dei comandi, vi indico un trucco. Digitate il comando “tasto windows + r”, apparirà una finestra nella quale vi verrà richiesto di digitare un comando riconosciuto da Windows. Voi digitate “cmd” seguito da invio. Apparirà così il prompt dei comandi. Il lettore di schermo NVDA interagisce bene con il prompt, in fase di scrittura dei comandi basta utilizzarlo in modalità standard, mentre per leggere il contenuto della console dovete spostarvi con la navigazione ad oggetti. Vi rimando al manuale ufficiale di NVDA per capire come utilizzare questa tipologia di navigazione.

Alcuni cenni sul mondo Mac

Naturalmente Java è disponibile anche per piattaforma Mac OSX. Anche Eclipse lo è, però non è perfettamente accessibile con il lettore VoiceOver o perlomeno non soddisfa pienamente i requisiti di accessibilità con questo screen reader. Se parliamo di programmazione associata al mondo del lavoro, abbiamo necessità di avere un ambiente completo come Eclipse, quindi non consiglio questa guida agli utilizzatori di Mac. Posso però dare loro alcune indicazioni. Come editor di testo alternativo consiglio l’accessibile CotEditor, scaricabile dal Mac App Store. Mentre invece per installare Java consiglio di scaricare questa versione di Java 11 e di seguire la procedura di installazione. Fatto ciò, tutti i comandi da linea di comando descritti in questa guida saranno utilizzabili anche sui sistemi Apple.

Il mio primo programma in Java

Senza darvi alcun cenno di programmazione, ma al solo scopo esempiflicativo, vediamo il codice di un primo ipotetico programma in Java.

public class HelloWorld {
public static void main(String[] args) {
System.out.println("Guida introduttiva all'IDE Eclipse, per programmare in modo accessibile");
}
}

Non vi resta che creare un file di testo nella vostra cartella sviluppo e rinominarlo come HelloWorld.java. Apritelo con un editor di testo, come l’accessibile notepad++ e incollate al suo interno il codice proposto. Salvate il file appena prodotto.
Aprite il prompt dei comandi, come visto in precedenza e digitate “cd c:\sviluppo”, per spostarvi nella vostra cartella di lavoro tramite la console. A questo punto sarete in grado di eseguirlo con il comando “java HelloWorld.java”. Vedrete che nel prompt dei comandi l’output sarà “Guida introduttiva all’IDE Eclipse, per programmare in modo accessibile”. Il comando java compila il nostro codice in un punto class che inserisce in memoria e subito dopo lo esegue, questa è una magia di Java 11 usata al solo scopo didattico, ma vedremo in futuro anche la procedura completa di compilazione ed esecuzione.

Lo stesso codice Java in Eclipse

Per scrivere lo stesso codice in Eclipse dobbiamo aprire il software, dopo il caricamento ci verrà richiesto di scegliere il nostro workspace, l’area di lavoro dove verranno memorizzati i nostri file, lasciamo tutto come è impostato di default e preoccupiamoci solo di premere invio. Apparirà così la schermata principale, con la rispettiva schermata di benvenuto, molto noiosa da gestire, chiudiamola premendo “alt + -“, apparirà un menu dal quale scegliere la voce close. premiamo il comando “ctrl + n”, apparirà una finestra modale dalla quale dovremo scegliere “Create Java Project” spostandoci con freccia giù, voce presente in un elenco di proposte, diamo invio. Ci verrà chiesto di dare un nome al progetto, possiamo chiamarlo come preferiamo. Una volta scritto il nome premiamo “alt + n”. Nella schermata che appare, muoviamoci con il tasto “tab” e preoccupiamoci di deselezionare la voce “create module info.java”, basta premere “spazio” una volta individuata la voce di menu. Premiamo infine “alt + f”. Torneremo così alla pagina principale dell’IDE Eclipse. Dovrebbe così comparire una finestra di dialogo modale che vi chiede se volete aprire la prospective predefinita per Java, cioè quella contenente tutte le view necessarie per lo sviluppo in questo linguaggio, voi dite di aprirla. A questo punto NVDA dovrebbe atterrare sulla view del package explorer, ma se ciò non dovesse accadere, premiamo ciclicamente la combinazione “ctrl + f7” questa combinazione ci permette di ciclare tra le view, rilasciandola si atterra sulla view selezionata. Atterrati sul package explorer, ci troveremo difronte ad un albero navigabile con le sole freccie, individuiamo la cartella src e premiamo “ctrl + n”. Apparirà la stessa finestra modale di quando abbiamo creato il progetto, ma questa volta dovremo scegliere “create a Java class”, diamo invio. Apparirà una finestra in cui vi verrà chiesto di inserire un nome, scrivete HelloWorld (senza estensione .java), il nome non deve mai contenere spazi, poi spostatevi con tab fino alla voce “public static void main (String args[])” e date spazio per selezionarla. Premete infine “alt + f”. Avete creato la prima classe Java nella quale potrete scrivere il codice da eseguire. Il focus di NVDA passerà così automaticamente all’editor di testo, dove non dovrete fare altro che sostituire alla riga contrassegnata dal commento:
// TODO Auto-generated method stub
la nuova riga
System.out.println("Guida introduttiva all’IDE Eclipse, per programmare in modo accessibile");
Salvate premendo “ctrl + s” ed eseguite il programma con “ctrl + f11”. Potrete vedere l’output nella console di Eclipse, ciclando tra le view con “ctrl + f7” ed atterrando su quella chiamata console.

Conclusioni

Ora, se già non le avete, non vi resta che acquisire le basi della programmazione ad oggetti e potrete iniziare a sviluppare con questo potente linguaggio. Concludo qui questo primo articolo, vuole essere solo un’introduzione alle possibilità di programmazione, non vuole essere una guida esaustiva, ma solo un punto di partenza. In questo focus sono presenti tutti i link per scaricare il necessario e partire nei primi sviluppi. Per maggiori informazioni o percorsi formativi non esitate a scrivermi.

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