Orientamento e formazione sulle tecnologie assistive per l’inclusione

Segnalo che è attivo un nuovo servizio da me gestito, insieme agli amici dell’associazione “I sogni di nonna Marisa onlus”, ecco il comunicato ufficiale.

L’associazione “I sogni di nonna Marisa onlus” è lieta di annunciare l’istituzione di un servizio di “formazione e orientamento tecnologico” destinato a persone diversamente abili affette da disabilità sensoriali. Nello specifico, il servizio, si occuperà in una fase iniziale delle disabilità visive, sarà destinato a persone ipovedenti e non vedenti.

COSA PROPONIAMO:

  • Conoscenza della persona, il suo sapere e il suo vissuto, con un’analisi del bisogno e delle aspettative. Ricerca delle possibili soluzioni tecnologiche per il raggiungimento dei propri obiettivi personali
  • percorsi formativi per l’uso di Personal Computer, smartphone e tablet mediante tecnologie vocali assistive (fare riferimento al programma ECDL per gli argomenti trattati)
  • percorsi formativi di alto livello mirati alla collocazione lavorativa
  • orientamento sulle soluzioni didattiche adottate nel campo dell’istruzione e ricerca delle soluzioni caso per caso
  • utilizzo di smartphone, tablet, e ausili per la geolocalizzazione indispensabili alla propria indipendenza di orientamento e mobilità

A CHI È RIVOLTO: persone diversamente abili di età compresa tra gli 8 e i 99 anni (e famigliari nel caso di minori), insegnanti di sostegno
COSTI: completamente gratuito
QUANDO: a partire da Maggio, il primo e il terzo mercoledì del mese, dalle ore 16 alle ore 19.
DOVE: presso gli spazi di The Organism siti in Via Tirreno, 45 a Torino.
COME: su appuntamento se non inseriti in un percorso formativo già avviato, contattando il referente di progetto, Alessandro Albano, al numero 3492449623, anche tramite Whats App .

Lo Screen Reader da vicino: primi passi con NVDA e la tastiera

Per usare un Personal Computer con Windows, da non vedenti, dobbiamo installare e sapere utilizzare un software chiamato “lettore di schermo”. Windows ne integra uno di base, chiamato Narrator, un po’ limitato, per questo motivo noi utilizzeremo NVDA, gratuito, completo e open source. Lo screen reader, non fa altro che vocalizzare gli elementi presenti sullo schermo, siano essi documenti, file o programmi. Per fare ciò utilizza una sintesi vocale, una voce sintetica. Nvda viene fornito con una sintesi vocale open source non per tutti orecchiabile, ma per gli utilizzatori di Windows 10, esso si interfaccia con la sintesi vocale integrata in Windows, chiamata Windows One core, la variante italiana da la possibilità di scegliere tra una voce femminile, Elsa, ed una maschile, Cosimo.
Possiamo scaricare NVDA dal sito ufficiale e scopriremo così che Questo progetto esiste e vive grazie alle donazioni ed hai finanziamenti, nulla è dovuto, vi verrà chiesto se volete fare o meno una donazione, siete liberi di decidere in autonomia. La mia personale esperienza è che dopo un periodo di valutazione, ho cominciato a dare un contributo economico al progetto in quanto vorrei che vivesse a lungo.
Facendoci aiutare da un vedente, solo per la prima installazione, una volta scaricato il programma lo dovremo installare, senza badare, momentaneamente, alla personalizzazione dello stesso. Questo software ci permette di utilizzare il PC con Windows senza il supporto del mouse, noi non vedenti non lo usiamo, a meno di rari casi, ma comunque non lo useremo in modo tradizionale.
Diventa così fondamentale conoscere molto bene la tastiera, conoscere la posizione dei tasti e come mettere le nostre dita in relazione ad essi.
Facciamo però un passo indietro. Dobbiamo sapere che NVDA ci da la possibilità di aggiungere delle funzionalità extra, tali funzionalità servono per rendere NVDA maggiormente compatibile e funzionale con diversi software. Ciò è reso possibile mediante la semplice installazione di componenti aggiuntivi, chiamati Addon, scaricabili da questo sito .
È doveroso fare questa premessa perchè noi, per imparare ad usare nel modo giusto la tastiera, utilizzeremo un software da installare sul nostro PC, si chiama 10 dita ed è scaricabile a questo link e per fare lavorare bene NVDA con questo software bisogna installare un componente aggiuntivo, scaricabile a questo link .
10 dita è semplicemente un software che ci guida ed aiuta a migliorare nella scrittura e migliora la padronanza della tastiera, mediante piccoli esercizi. Non siete obbligati ad utilizzarlo ma io lo consiglio sempre, anche solo per valutare il vostro livello di conoscenza della tastiera.
NVDA per poter funzionare, si serve di una serie di combinazioni di tasti, singoli o in combinazione, con queste combinazioni potremo fare tutto ciò che il PC ci mette a disposizione, senza il mouse. Inizialmente è richiesto un discreto sforzo per imparare le combinazioni più utilizzate, quelle più comuni, poi con il tempo le memorizzerete e diventeranno automatiche. Potete trovare tali combinazioni nel menù di NVDA oppure potete scaricare da qui un elenco di alcuni comandi selezionati che ho preparato personalmente.
Ora avete tutto il necessario per muovere i primi passi con NVDA ma per imparare a padroneggiarlo è necessario un percorso formativo, questo vuole solo essere un articolo riepilogativo per cominciare, reperire tutto il materiale, per avere degli spunti.
Se siete interessati a imparare ad usare NVDA per uso personale, lavorativo o perchè siete genitori o insegnanti di sostegno non esitate a contattarmi, saprò darvi diverse indicazioni e informarvi sui percorsi formativi che potrete intraprendere.

Elenco dei download proposti:

Anche Spindox da voce alla mia storia.

Segnalo con enorme piacere che anche Spindox, l’azienda per cui lavoro, si è dimostrata sensibile alla vicenda “dell’autonomia in città e semafori sonori”, scrivendo un articolo sul blog aziendale.

Dal blog Spindox: “Lorenza Castagneri, giornalista del Corriere della Sera, ha dato voce alla storia di Alessandro Albano, collega di Spindox non vedente. A proposito di semafori sonori e autonomia in città.”

Lorenza Castagneri da voce alla mia storia in un suo articolo sul Corriere della Sera. A proposito di semafori sonori e autonomia in città.

Ringrazio la giornalista Lorenza Castagneri per avere dato voce alla mia storia, di cui ho scritto recentemente in questo blog. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla tematica dell’accessibilità urbana e del modo in cui si spostano in città le persone diversamente abili.
Il ritaglio dell'articolo sul Corriere della Sera
Chi è Alessandro Albano, 39 anni, è cieco da 10 a causa di una malattia degenerativa della retina: la retinite pigmentosa. Vive a Mirafiori Nord e lavora come programmator e a San Donato. Scusi ma lei davvero spende 40 euro ogni giorno per andare a lavorare? «Se devo prendere il taxi andata e ritorno, sì. Se facessi sempre così mi ci vorrebbero 800 euro al mese. Per fortuna, negli anni, mi sono costruito una rete di amici e conoscenti che mi accompagnano. Ma ovviamente gli do una mancia. Oggi spendo circa 20 euro al giorno. A volte vado in macchina con mia moglie. Ma in una famiglia, è difficile riuscire a fare combaciare gli orari dei vari componenti: sono casi rari. Vivo ogni giorno nell’incertezza», risponde Alessandro Albano. Questa è la sua vita quotidiana da impiegato non vedente. Programmatore, vive a Mirafiori Nord e lavora a San Donato, ma il problema non è tanto dover attraversare la città. C’è il bus 71 che passa davanti a casa sua. «Vivo a due passi da via Guido Reni, nelle vicinanze dell’anagrafe, e lì ci sono due semafori sonori. Sarebbe comodissimo usare il bus. Il fatto è che nella zona del mio ufficio, nel complesso Piero della Francesca, i semafori sonori invece non esistono. Questo nonostante ci siano più strade che si intersecano, l’ospedale Amedeo di Savoia, l’Università, il Santo Volto. Lo stesso accade davanti all’ospedale Maria Vittoria dove dovrei scendere dal 71 e salire sul tram 9. Per meusare i mezzi pubblici per andare a lavorare è impossibile. Ho dovuto organizzarmi». Ma da cittadino Albano si chiede come il Comune ha intenzione di aiutare lui e gli altri che potrebbero trovarsi nella sua situazione. «Anche perché a Torino è praticamente impossibile accedere ad eventuali buoni taxi. Io sono in graduatoria, ma non sono mai riuscito a beneficiare del contributo perché i fondi sono limitati. Comunque sarebbe un supporto minimo. Lo esaurirei in quattro giorni di lavoro». Albano ha raccontato la sua storia anche a Marco Bongi, il presidente dell’Apri, l’associazione Pro retinopatici e ipovedenti. Però adattare un impianto semaforico ai non vedenti può costare anche diecimila euro. E così, a Torino, il quadro è desolante: solo il 13,7 per cento dei semafori è “sonorizzato” anche se la quota è in leggero miglioramento. Nel 2018 sono stati adattati sette attraversamenti, due saranno completati a breve e nei prossimi mesi verranno sistemati tutti gli impianti di via Nizza da corso Vittorio a piazza Carducci. La Città prova a fare il possibile. Il resto, almeno al momento, sembra lo debbano fare i cittadini e anche a proprie spese. «Due anni fa, prima di iniziare nella mia attuale azienda, avevo provato il percorso. Sapevo che c’erano difficoltà. Ma non avrei mai rinunciato al lavoro dei miei sogni».

Semafori sonori per non vedenti e viabilità: una richiesta al Comune di Torino.

#accessibilità #semafori #sonori #mobilità #nonvedenti #lavoro #autonomia #torino

Segue la mail inviata al Comune di Torino per sensibilizzare all’installazione di semafori sonori in zona ospedale Maria Vittoria e in zona Piero della Francesca. L’intervento si rende necessario per rendere la zona accessibile e di conseguenza, permettermi di recarmi sul posto di lavoro con i mezzi pubblici. Tali punti di interesse personali sono condivisi con la comunità dato che sono nei pressi di ospedali, università e Curia di Torino, oltre al fatto che il Piero della Francesca ospita decine di aziende.

Condivido con tutti voi il documento, inviatomi  dalla Segreteria Tecnica dell’ Assessore Viabilità, Infrastrutture, Trasporti e Mobilità di Torino, contenente i semafori sonori ad oggi installati in Torino. Il fatto che siano presenti in questo documento non ne attesta il corretto funzionamento.

——– Messaggio Inoltrato ——–
Oggetto: Semafori acustici, mezzi pubblici, viabilità pedonale lavoratore non vedente
Data: Wed, 20 Mar 2019 10:44:12 +0100
Mittente: Alessandro Albano
A: segreteria.assessorelapietra@comune.torino.it, Info.viabilitaetrasporti@comune.torino.it, segreteriapresidentecirc4@comune.torino.it, maria.lapietra@comune.torino.it, urc@comune.torino.it, segreteria.sindaca@comune.torino.it, segreteria.vicesindaco@comune.torino.it, segreteria.assessoreschellino@comune.torino.it
CC: claudio.cerrato@gmail.com, Gabriele.delcarlo@comune.torino.it, APRI Onlus , Marco Bongi

Buongiorno a tutti,
sono un lavoratore non vedente di Torino, lavoro da 19 anni e da circa 2 anni lavoro al Piero della Francesca e vi scrivo per segnalarvi che non mi è possibile recarmi a lavoro con i mezzi pubblici. Il problema è dovuto dall’assenza di semafori sonori e di attraversamenti sicuri in prossimità delle fermate. In città mi sposto con il bastone bianco. Gli orari sono quelli classici di un lavoratore, la mattina tra le 8 e le 9.30 e nel pomeriggio dalle 16.30 alle 19.

Io parto da Via Forno Canavese (10136) a Torino, mirafiori nord, fino a qui tutto ok, mi reco alla fermata per prendere il 71 (direzione Porta Susa – Bolzano capolinea) in Via Guido Reni, qui ci sono anche i semafori sonori grazie ad un ufficio anagrafe presente a pochi passi.

Devo andare in Corso Svizzera 189/A, per farlo, devo scendere dal 71 e prendere la linea 9 nei pressi dell’Ospedale Maria Vittoria (due attraversamenti via Cibrario e corso Tassoni).

Mi sono fermato nell’esplorare la zona di arrivo in Corso Svizzera. All’andata dovrei scendere alla fermata 184, “Piero della Francesca”, ma è impossibile attraversare in direzione Corso Svizzera 189/A, non c’è alcun semaforo sonoro e nessun riferimento, troppo rischioso farlo “alla cieca”. Pensare che stiamo parlando di meno di 50 metri dalla meta. L’attraversamento risulta pericoloso anche per chi ci vede.

Al ritorno dovrei recarmi alla fermata 183, “Piero della Francesca”,appena dopo via Nole. Lo posso fare, ma completamente “alla cieca”, rischio alto, ci sono dei riferimenti urbani, tipo transenne, che mi permettono di orientarmi un minimo. Qui manca addirittura il semaforo (tra l’altro siamo a pochi metri dalla Diocesi di Torino dove è presente la Chiesa e gli uffici della Curia). Poi devo scendere sempre al Maria Vittoria.

Per non lasciare nulla al caso, con un amico, mi sono spinto fino alla fermata Amedeo di Savoia, sempre in Corso Svizzera, circa a 400 metri da dove lavoro io. Ho pensato, qui c’è un ospedale e l’Università di informatica, ci sarà di sicuro il semaforo sonoro. Infatti NON c’è assolutamente nulla, mi sbagliavo. Non era un tragitto comodo, ma era un qualcosa. Sono solo 400 metri, ma percorsi da non vedente e con due attraversamenti senza semafori, comunque pericoloso.

Sempre in Corso Svizzera, tra i civici 189/A e 185 Bis, sono presenti, in un senso e nell’altro, le eventuali fermate provvisorie della linea 3 e linea 9, anche questi attraversamenti non risultano sonorizzati.

Come intende aiutarmi il Comune di Torino?

Vi prego di non rispondermi che non ci sono i fondi.

È poco utile che vi dica, perchè lo sapete già, che a Torino non è praticamente possibile accedere ad eventuali buoni taxi (sono in graduatoria, ma è tutto fermo da anni)o qualsiasi altro tipo di trasporto per diversamente abili. Per non parlare dell’assoluta mancanza di alternative al servizio taxi. Ad oggi, recarmi a lavoro, mi costa circa 40€ al giorno.

Allego un doc con i semafori sonori in Torino, aggiornato al 2011, avete qualcosa di + aggiornato?

Metto in copia anche l’associazione di categoria Apri Onlus – www.ipovedenti.it

Grazie mille.

Rimango a disposizione.

Ora resto in attesa di una risposta da parte del Comune di Torino.
Stay tuned.

La lingua inglese e i non vedenti: English for Italians, una risorsa accessibile e interessante

Da tempo ero alla ricerca di una risorsa accessibile per imparare e rinforzare il mio inglese. Conoscere questa lingua è ormai d’obbligo, a maggior ragione se ci si occupa di tecnologia. Ognuno di noi conosce l’inglese più o meno bene, ogni persona lo padroneggia o meno in base al proprio livello di istruzione. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto di essere non vedenti, si apre come sempre lo scenario di dover trovare dei corsi accessibili, materiali accessibili e un metodo che funzioni sul serio. Oltre alla ricerca in rete, non ho esitato a contattare telefonicamente alcune scuole che lo insegnano, ma quando fai presente loro che non vedi, non sanno come porsi e nessuno tenta di proporti un percorso accessibile. Tornando al mondo di internet, c’è l’imbarazzo della scelta, ma sempre sulla tematica dell’accessibilità, devo dire che c’è poco di funzionale, molti corsi sono basati sulla vista, sul descrivere immagini e filmati, spesso ci si imbatte in corsi totalmente multimediali. Per non parlare poi del materiale di studio, spesso molto poco accessibile.

Per fortuna ho trovato la risorsa che voglio segnalarvi: English for Italians. Il sito risulta accessibile, è presente diverso materiale gratuito e 2 corsi a pagamento. I materiali forniti sono di tipo audio mp3 e PDF. Il tutto risulta da subito accessibile e fruibile tramite le tecnologie assistive. I materiali teorici e gli esercizi sono completi e seguendo il corso si affrontano gli argomenti che rappresentano la base della lingua inglese. Personalmente, ho acquistato il corso base e quello advanced, li trovo davvero completi e sono per me indispensabili per migliorare il mio inglese. Seguendo il corso si impara una grande quantità di termini ed è presente un comodo file che li contiene tutti. Tra il materiale gratuito segnalo una grammatica completa, anch’essa in audio mp3 e PDF. Ho avuto modo di scambiare diverse email con l’ideatore del corso e i suoi collaboratori, delle persone gentili, disponibili e preparate, non hanno esitato a rendere il materiale ancora più accessibile, conoscono addirittura il Braille.

Una volta acquisite le basi della lingua o per chi già le possiede, consiglio anche un sito dal quale leggere ed ascoltare diversi contenuti in lingua: ManyThings.org . Naturalmente il sito è completamente accessibile e presenta tra le tante sezioni, una che trovo molto interessante dove sono presenti le notizie più importanti del giorno da tutto il mondo, naturalmente scritte e ascoltabili in lingua inglese. Non ci resta che cominciare a studiare!

[PC PROFESSIONALE] – Come controllare YouTube con le scorciatoie da tastiera

Prendo spunto da un articolo pubblicato da Pc Professionale, per condividere con voi una serie di scociatoie da tastiera con le quali è possibile interagire rapidamente con le pagine web di YouTube. Per gli utilizzatori di lettore di schermo NVDA, ricordo di premere la combinazione “NVDA + F2” prima di impartire lo specifico comando rapido per YouTube. Buon divertimento a tutti.

[PC PROFESSIONALE] – Come controllare YouTube con le scorciatoie da tastiera

Eclipse IDE: programmare in modo accessibile

Inizio oggi una serie di articoli che introducono alla possibilità di svolgere la professione del programmatore da parte di sviluppatori affetti da disabilità visiva (non vedenti ed ipovedenti). L’obiettivo è quello di rendere consapevoli le aziende del fatto che questa è una professione possibile per i disabili visivi, ma allo stesso tempo sono gli stessi ipovedenti o non vedenti che devono sapere che possono diventare sviluppatori professionisti, perché oggi gli strumenti ci sono.
Oggi parlerò dell’IDE Eclipse, che per chi non lo sapesse è un software libero per la scrittura di codice in diversi linguaggi di programmazione, in particolare vi parlerò del linguaggio Java, ma molto di quello che scriverò sarà applicabile anche ad altri linguaggi come Python o C.
Premetto che non è indispensabile un IDE per scrivere codice, potremmo farlo anche con un semplice editor di testo come l’accessibile Notepad++, ma un ambiente di sviluppo completo come Eclipse ci facilita la vita e ci permette di avere funzionalità avanzate che ci aiutano nella scrittura e nel debug del codice.
Da non vedenti, per usare un pc con Windows, abbiamo bisogno di un software chiamato lettore di schermo, oggi per fortuna ne esiste uno gratuito, si chiama NVDA ed è perfetto per ciò che dobbiamo fare, data la sua ottima compatibilità con un gran numero di strumenti per lo sviluppo di software. Per aumentare la compatibilità di NVDA con l’IDE Eclipse, io ed Alberto Zanella, abbiamo sviluppato un Addon per il lettore di schermo, assolutamente da installare, vi rimando alla pagina ufficiale su GIT Hub (eclipse-nvda).
Eclipse è un IDE che nasce accessibile, compatibile con le tecnologie vocali, a questa pagina potete leggere alcune informazioni e modalità di interazione con l’interfaccia del software. Gli utilizzatori di screen reader possono muoversi tra le varie sezioni di Eclipse mediante il solo utilizzo della tastiera, senza mouse. Infatti è questa la particolarità di chi utilizza il software da non vedente, il mouse non si usa e grazie alle numerose scociatoie da tastiera (hotkey) si è in grado di padroneggiare il software in oggetto. Per comodità vi condivido un file di testo che contiene un buon numero di scorciatoie, quelle che utilizzo quotidianamente per il mio lavoro. Questi sono tutti i requisiti di sistema che dovete possedere per iniziare gli sviluppi con Eclipse, dovete avere una buona padronanza del pc tramite lettore di schermo e conoscere le basi della programmazione. In base al fatto che vogliate programmare in Java o Python, dovete installare il rispettivo SDK, senza il quale non potrete compilare il vostro codice sorgente.
Concludo qui questo primo articolo, vuole essere solo un’introduzione alle possibilità di programmazione, non vuole essere una guida esaustiva, ma solo un punto di partenza. Per maggiori informazioni non esitate a scrivermi.

Inaugurazione ufficiale del laboratorio Polin, per la Ricerca e Sperimentazione di Nuove Tecnologie Assistive per le STEM

Ieri è stato un grande giorno, si è infatti tenuta a Torino, presso l’aula magna di UNITo, in via Carlo Alberto 10, l’inaugurazione ufficiale del Laboratorio Polin, che nasce per fare Ricerca e Sperimentazione di Nuove Tecnologie Assistive per le STEM. Condivido il link all’articolo apparso su La Stampa online, che spiega in modo esaustivo le attività svolte e l’importanza che ricopre questo progetto, di cui sono orgoglioso di fare parte come sperimentatore.

Inaugurazione Laboratorio “S. Polin”

Sono lieto di annunciare l’inaugurazione del Laboratorio per la ricerca e la sperimentazione di nuove tecnologie assistive per le STEM “S. Polin”. Il nuovo laboratorio intende essere un luogo di riferimento per promuovere la diffusione delle tecnologie assistive per l’accesso alla didattica ed alla ricerca di persone con disabilità.

INFORMAZIONI SULL’EVENTO:
20 novembre 2018, ore 12, Aula Magna, Dipartimento di Matematica “G.Peano” dell’Università di Torino, Via Carlo Alberto 10.

Inaugurazione Laboratorio “S. Polin”

EVENTO UFFICIALE SU FACEBOOK

Festival della Scienza: per una matematica accessibile ed inclusiva.

Il tema è caldo, l’accessibilità della matematica alle persone non vedenti. Ne abbiamo parlato al Festival della Scienza di Genova e Spindox, l’azienda per cui lavoro è stata al nostro fianco e ci da visibilità con una intervista sul blog aziendale. Da leggere tutto d’un fiato.

Il linguaggio Latex per l’accessibilità dei non vedenti ai contenuti scientifici

Festival della scienza: provata la cintura smart “Beltmap”.

Sabato 27 Ottobre sono stato al Festival della Scienza di Genova e non mi sono fatto scappare l’occasione di provare qualche dispositivo interessante. La mia attenzione è caduta sulla cintura smart Beltmap. Questo ausilio per ipovedenti e non vedenti, è una fascia da applicare anche sulla propria cintura e il suo scopo è quello di guidarci, tramite vibrazione, lungo percorsi pedonali. Il concetto che sta alla base è relativamente semplice e geniale. Poniamo che il vostro “ombelico” rappresenti il centro, la retta via, la giusta direzione. Ecco, questa cintura tramite delle vibrazioni vi indicherà quando starete andando nella corretta direzione, se le vibrazioni sono centrali, starete muovendovi correttamente, verso il punto di destinazione o verso la prossima svolta a destra o sinistra. Man mano che vi muovete la vibrazione potrebbe spostarsi sulla fascia indicandovi il movimento da compiere per posizionare centralmente la vibrazione. La cintura gode di un’ottima autonomia e già il prototipo risulta poco ingombrante. Al momento è destinata agli spostamenti all’aperto, ma gli ideatori del dispositivo stanno già progettando una modalità per la navigazione interna di edifici, ipotizziamo tramite l’utilizzo di beacon. La cintura è accompagnata da un’indispensabile app per la gestione della stessa, fornisce il calcolo del percorso e alcuni comandi vocali. Gli sviluppatori ci hanno spiegato che la Beltmap sfrutta i servizi di geolocalizzazione di Google Maps, compresi i suoi punti di interesse (POI), ma è anche possibile l’integrazione con altri servizi e app di geolocalizzazione, ad esempio Seeing Assistant Move. Sembra che il prezzo di lancio sul mercato, previsto per metà 2019, si aggirerà attorno ai 500€, ma si sta lavorando per proporre il prodotto ad un prezzo leggermente inferiore. Gli sviluppatori del progetto ci tengono a sottolineare che la cintura non sostituisce in nessun modo il bastone bianco, ma vanno utilizzati insieme.

Lavorare nel mondo IT con una disabilità visiva: “assolutamente possibile”, una scelta vincente!

La problematica occupazionale per le persone affette da disabilità visiva, rappresenta da tempo, un tabù che in realtà è ormai sfatato e superato. Non voglio assolutamente sminuire la questione, ma oggi, con un Personal Computer equipaggiato di sintesi vocale, è possibile svolgere diverse mansioni, da quelle di ufficio a quelle più tecnologiche, come lo sviluppatore di software.
Dico questo perchè vivo sulla mia pelle, quotidianamente, l’inserimento in realtà aziendali, nel mondo IT, dove posso esprimere il mio potenziale, “addirittura” da non vedente. Quello occupazionale, rappresenta per me un tema molto caldo, di certo, una persona come tale, ha bisogno di intraprendere un percorso formativo che lo porti a diventare uno sviluppatore di software. Ciò è vero, sia per persone diversamente abili, sia per persone normodotate. La persona diversamente abile ha semplicemente bisogno di un approccio più attento nel ricevere la formazione specifica, chi gli insegna a programmare, deve conoscere gli strumenti giusti, quelli accessibili, l’approccio deve essere meno orientato alla visione, ma orientato al ragionamento e all’ascolto del codice sorgente del software che si intende produrre. Non dimentichiamo infatti che l’apprendimento, passerà per la maggiore, dal canale uditivo. Se poi, il novello sviluppatore conosce il Braille, esso può rappresentare un arma in più, grazie all’utilizzo delle barre Braille collegate al PC tramite bluetooth o cavo usb.
Giunti a questo punto può sorgere il dubbio che però questa tipologia di lavoratore possa avere delle limitazioni, ma vi posso rispondere che questo può essere vero se non si mette il lavoratore nelle giuste condizioni per esprimere il suo potenziale. Se a un non vedente chiediamo di produrre interfacce grafiche, di certo non porterà ad un risultato ottimale, posso scrivere ad esempio una interfaccia web in HTML e JavaScript, ma se nel mio team di lavoro è presente un collega che sviluppa Front End, forse è meglio che se ne occupi lui, soprattutto per le fasi di test della stessa. Da non vedente mi occupo di Back End, sviluppo in Java con i più utilizzati framework, uso Eclipse come IDE perchè totalmente accessibile, mi connetto ai database e scrivo query e tanto altro.
È fondamentale fare parte di un contesto in cui ci si sente parte integrante del progetto, dove si può dare il proprio contributo, dove ci si guadagna lo stipendio. I colleghi che ci circondano devono imparare a conoscerci, a capire i nostri punti di forza in modo da contribuire alla formazione di un team di lavoro omogeneo. Tutto ciò è assolutamente possibile, a patto che si conoscano le tecnologie assistive su PC per fare tutto ciò e si conoscano i software accessibili per svolgere questo lavoro. Come in tutto e come per tutti, se manca la conoscienza, se non si è preparati, si faticherà.
Questo blog vuole essere un punto di partenza, un supporto, io mi rendo disponibile ad informarvi ed orientarvi, per rendervi la vita più semplice, mettendo al vostro servizio ciò che ho imparato autonomamente in questi 18 anni di lavoro nel mondo IT.

Word 2016 e Windows 10: l’OCR è servito.

Volevo condividere con voi una piccola scoperta, poco pubblicizzata, ma a costo zero se si possiede una licenza di Office 2016. È infatti possibile aprire i file in formato pdf direttamente con Word, comodo per una modifica del documento per una successiva rielaborazione. Ma la cosa nuova è che in caso di pdf non accessibili, contenenti immagini e privi di testo, quei pdf in cui il testo è rappresentato proprio da immagini, perché magari chi li ha creati o scannerizzati non ha pensato a renderli accessibili e leggibili dal lettore di schermo. Bene, tali pdf ve li converte automaticamente Word 2016, rendendoli leggibili ed accessibili in pochi istanti. Provare per credere.

Global Accessibility Awareness Day 2018: professionisti IT, diversamente abili e istituzioni si incontrano per un software più accessibile

Segnalo con molto piacere ed interesse che anche per il 2018 l’Italia sarà in prima fila per il Global Accessibility Awareness Day, manifestazione rivolta a professionisti del mondo IT, aziende, associazioni, istituzioni e persone diversamente abili che si incontrano per sensibilizzare e dare vita ad un software più accessibile. L’appuntamento è per il 18 Maggio a Bologna ed a questo indirizzo potrete trovare tutte le info per partecipare.

QFeed e Feedly Synchronizer: leggere i feed in modo accessibile

Da tempo cercavo un software accessibile per Windows che mi permettesse di consultare in modo rapido i feed a cui sono interessato. Ho provato diversi programmi presenti sullo store Microsoft, ma nessuno di questi è risultato davvero accessibile. Così dopo un po’ di ricerca mi sono imbattuto in QFeed Continua a leggere QFeed e Feedly Synchronizer: leggere i feed in modo accessibile

Come un non vedente usa il PC!

Ma voi lo sapete che una persona non vedente o ipovedente grave è in grado di usare un comune Personal Computer? Si, proprio come quello che usate voi normodotati. Ciò desta ancora stupore, nonostante ciò accada da anni, ma io voglio venire allo scoperto e spiegarlo anche a voi che non lo sapete!
Questa panoramica può essere utile per una famiglia che incrocia la disabilità visiva per la prima volta, magari per un figlio, un compagno di classe o un vicino di casa, ma può essere utile anche ad un’azienda per inserire nel proprio organico una categoria protetta con deficit visivo, scoprirete che con le Htecnologie assistive si può fare di tutto ed a costo zero. Continua a leggere Come un non vedente usa il PC!