Partito il corso di formazione per non vedenti e ipovedenti: linguaggio di Programmazione Java e Framework Spring

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“Il pensiero ricorrente di offrire ad altre persone, diversamente abili come me, la possibilità di poter pensare in grande, di poter avere un lavoro dignitoso, da smanettoni, nel mondo IT.”

Io che nel diventare non vedente ho creduto di perdere la mia professionalità, pensavo di non poter più fare il lavoro che amavo tanto, il programmatore. Io che nel ricostruire la mia formazione, sono riuscito, da solo, a rimettermi in pista, in discussione, in circolo.

L’ostacolo più grande è stato proprio quel “da solo”, dato che nessuno era in grado di darmi una mano, perchè nessuno conosceva così bene la tecnologia associata alla disabilità visiva. E se parlavi di un non vedente che programmava, beh, in pochi ti davano credito.

Ecco alcune delle motivazioni che mi hanno portato a promuovere un corso di formazione gratuito, sulla programmazione, per persone non vedenti e ipovedenti. Ho pensato subito che potesse essere una grande idea. Daltronde non “esisteva” nulla di tutto ciò in circolazione ed erano diverse le persone che già mi avevano manifestato interesse.

E così il 26 Settembre siamo partiti per questo lungo viaggio che terminerà a Giugno 2020, dopo 20 lezioni online, altrettanti colloqui individuali e tante esercitazioni pratiche. Il tutto in FAD sfruttando a pieno i mezzi di comunicazione online più diffusi, alla portata di tutti i partecipanti, iscritti da tutta Italia.
L’obiettivo, ambizioso, è quello di dare la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, con una professione, assolutamente alla portata di un disabile visivo, “quella dell’analista programmatore di software”.
La particolarità di questo percorso è di essere orientato all’accessibilità delle postazioni di lavoro e dei software necessari allo sviluppo software, con cui i partecipanti di questo percorso, potranno lavorare senza barriere.
Grazie alla mia esperienza nel mondo IT, ai miei esperimenti di accessibilità durati anni, allo studio individuale, penso di capirne abbastanza per poter finalmente aiutare anche altri ad inseguire il loro sogno.

Con chi collaboro

Ringrazio con enorme piacere l’ENGIM (Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo) Artigianelli che mi affianca in questa impresa e che darà a queste persone la possibilità di avere un attestato di frequenza per il corso svolto. ENGIM ha subito creduto in questo progetto, riconoscendone le potenzialità umane, inclusive e tecnologiche.
Inoltre, grazie alla consulenza hardware/software degli amici della R.O. SRl, avremo a disposizione un server dedicato TeamTalk per le lezioni online, contributo fondamentale grazie al quale il corso acquista ulteriore professionalità.

Dettagli del percorso formativo

  • titolo: Linguaggio di Programmazione Java e Framework Spring;
  • descrizione del corso: Il percorso formativo ha lo scopo di fornire ai partecipanti le nozioni dei fondamenti della programmazione orientata agli oggetti attraverso l’introduzione del linguaggio di programmazione Java nonchè l’utilizzo del framework Spring per lo sviluppo di applicazioni in Java. Durante il corso si svilupperanno esercizi pratici al fine di poter apprendere correttamente l’utilizzo del linguaggio. Al termine del percorso formativo il corsista avrà acquisito competenze fondamentali nello sviluppo di basilari applicazioni software web basate sul linguaggio di programmazione Java, che è attualmente fra i più richiesti dal mondo del lavoro IT. Il framework Spring si utilizzerà in conbinazione con Maven;
  • durata: 60 ore;
  • costo: gratuito;
  • modalità svolgimento: completamente online (FAD) mediante l’utilizzo di TeamTalk 5 Classic accessibile;
  • tipologia attestato: attestato di frequenza

Anche questa iniziativa si svolgerà sotto il patrocinio della’associazione “i sogni di nonna marisa onlus”, vicina alle tematiche sociali e inclusive che caratterizzano questa opportunità formativa.
Per info e contatti consultare l’apposita sezione in questo blog.
Stay tuned..

dLab: orientamento e formazione sulle tecnologie assistive per l’inclusione di persone diversamente abili

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Il dLab è un servizio a 360 gradi sul mondo delle tecnologie assistive. L’obiettibo è quello di essere un punto di riferimento sul territorio torinese, per le persone diversamente abili, ma anche per le istituzioni e per gli enti pubblici e privati. Il laboratorio nasce nel 2019 dalla collaborazione con la onlus “I sogni di nonna Marisa“.

COSA PROPONIAMO

  • Conoscenza della persona, il suo sapere e il suo vissuto, con un’analisi del bisogno e delle aspettative. Ricerca delle possibili soluzioni tecnologiche per il raggiungimento dei propri obiettivi personali;
  • percorsi formativi per l’uso di Personal Computer, smartphone e tablet mediante tecnologie vocali assistive e/o barra Braille(fare riferimento al programma ECDL Asphi per gli argomenti trattati);
  • percorsi formativi di alto livello mirati alla collocazione lavorativa;
  • analisi e progettazione di postazioni di lavoro accessibili;
  • analisi sull’accessibilità di software, siti web, app mobile, documenti digitali e libri in formato elettronico (epub, pdf ed ebook in generale);
  • orientamento sulle soluzioni didattiche ideali da adottare nel campo dell’istruzione, analizzate caso per caso;
  • approccio al pensiero computazionale tramite attività di coding applicato alle disabilità sensoriali;
  • analisi e formazione sugli ausili utilizzati o consigliati alla persona destinataria dell’intervento;
  • utilizzo di smartphone, tablet, e ausili per la geolocalizzazione indispensabili alla propria indipendenza di orientamento e mobilità.

A CHI È RIVOLTO: persone diversamente abili di tutte le età (e famigliari nel caso di minori) e insegnanti di sostegno
COSTI: completamente gratuito per i privati
QUANDO: il primo e il terzo giovedì del mese, dalle ore 17 alle ore 20.
DOVE: presso la Cascina Roccafranca sita in Via Edoardo Rubino, 45, 10137 Torino TO.
COME: su appuntamento, contattandoci tramite l’apposita sezione “contatti” in questo blog.

Inaugurazione ufficiale del laboratorio Polin, per la Ricerca e Sperimentazione di Nuove Tecnologie Assistive per le STEM

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Ieri è stato un grande giorno, si è infatti tenuta a Torino, presso l’aula magna di UNITo, in via Carlo Alberto 10, l’inaugurazione ufficiale del Laboratorio Polin, che nasce per fare Ricerca e Sperimentazione di Nuove Tecnologie Assistive per le STEM. Condivido il link all’articolo apparso su La Stampa online, che spiega in modo esaustivo le attività svolte e l’importanza che ricopre questo progetto, di cui sono orgoglioso di fare parte come sperimentatore.

Lavorare nel mondo IT con una disabilità visiva: “assolutamente possibile”, una scelta vincente!

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La problematica occupazionale per le persone affette da disabilità visiva, rappresenta da tempo, un tabù che in realtà è ormai sfatato e superato. Non voglio assolutamente sminuire la questione, ma oggi, con un Personal Computer equipaggiato di sintesi vocale, è possibile svolgere diverse mansioni, da quelle di ufficio a quelle più tecnologiche, come lo sviluppatore di software.
Dico questo perchè vivo sulla mia pelle, quotidianamente, l’inserimento in realtà aziendali, nel mondo IT, dove posso esprimere il mio potenziale, “addirittura” da non vedente. Quello occupazionale, rappresenta per me un tema molto caldo, di certo, una persona come tale, ha bisogno di intraprendere un percorso formativo che lo porti a diventare uno sviluppatore di software. Ciò è vero, sia per persone diversamente abili, sia per persone normodotate. La persona diversamente abile ha semplicemente bisogno di un approccio più attento nel ricevere la formazione specifica, chi gli insegna a programmare, deve conoscere gli strumenti giusti, quelli accessibili, l’approccio deve essere meno orientato alla visione, ma orientato al ragionamento e all’ascolto del codice sorgente del software che si intende produrre. Non dimentichiamo infatti che l’apprendimento, passerà per la maggiore, dal canale uditivo. Se poi, il novello sviluppatore conosce il Braille, esso può rappresentare un arma in più, grazie all’utilizzo delle barre Braille collegate al PC tramite bluetooth o cavo usb.
Giunti a questo punto può sorgere il dubbio che però questa tipologia di lavoratore possa avere delle limitazioni, ma vi posso rispondere che questo può essere vero se non si mette il lavoratore nelle giuste condizioni per esprimere il suo potenziale. Se a un non vedente chiediamo di produrre interfacce grafiche, di certo non porterà ad un risultato ottimale, posso scrivere ad esempio una interfaccia web in HTML e JavaScript, ma se nel mio team di lavoro è presente un collega che sviluppa Front End, forse è meglio che se ne occupi lui, soprattutto per le fasi di test della stessa. Da non vedente mi occupo di Back End, sviluppo in Java con i più utilizzati framework, uso Eclipse come IDE perchè totalmente accessibile, mi connetto ai database e scrivo query e tanto altro.
È fondamentale fare parte di un contesto in cui ci si sente parte integrante del progetto, dove si può dare il proprio contributo, dove ci si guadagna lo stipendio. I colleghi che ci circondano devono imparare a conoscerci, a capire i nostri punti di forza in modo da contribuire alla formazione di un team di lavoro omogeneo. Tutto ciò è assolutamente possibile, a patto che si conoscano le tecnologie assistive su PC per fare tutto ciò e si conoscano i software accessibili per svolgere questo lavoro. Come in tutto e come per tutti, se manca la conoscienza, se non si è preparati, si faticherà.
Questo blog vuole essere un punto di partenza, un supporto, io mi rendo disponibile ad informarvi ed orientarvi, per rendervi la vita più semplice, mettendo al vostro servizio ciò che ho imparato autonomamente in questi 18 anni di lavoro nel mondo IT.

Global Accessibility Awareness Day 2018: professionisti IT, diversamente abili e istituzioni si incontrano per un software più accessibile

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Segnalo con molto piacere ed interesse che anche per il 2018 l’Italia sarà in prima fila per il Global Accessibility Awareness Day, manifestazione rivolta a professionisti del mondo IT, aziende, associazioni, istituzioni e persone diversamente abili che si incontrano per sensibilizzare e dare vita ad un software più accessibile. L’appuntamento è per il 18 Maggio a Bologna ed a questo indirizzo potrete trovare tutte le info per partecipare.

Come un non vedente usa il PC!

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Ma voi lo sapete che una persona non vedente o ipovedente grave è in grado di usare un comune Personal Computer? Si, proprio come quello che usate voi normodotati. Ciò desta ancora stupore, nonostante ciò accada da anni, ma io voglio venire allo scoperto e spiegarlo anche a voi che non lo sapete!
Questa panoramica può essere utile per una famiglia che incrocia la disabilità visiva per la prima volta, magari per un figlio, un compagno di classe o un vicino di casa, ma può essere utile anche ad un’azienda per inserire nel proprio organico una categoria protetta con deficit visivo, scoprirete che con le Htecnologie assistive si può fare di tutto ed a costo zero. Continua a leggere Come un non vedente usa il PC!