Anche Spindox da voce alla mia storia.

Segnalo con enorme piacere che anche Spindox, l’azienda per cui lavoro, si è dimostrata sensibile alla vicenda “dell’autonomia in città e semafori sonori”, scrivendo un articolo sul blog aziendale.

Dal blog Spindox: “Lorenza Castagneri, giornalista del Corriere della Sera, ha dato voce alla storia di Alessandro Albano, collega di Spindox non vedente. A proposito di semafori sonori e autonomia in città.”

Lorenza Castagneri da voce alla mia storia in un suo articolo sul Corriere della Sera. A proposito di semafori sonori e autonomia in città.

Ringrazio la giornalista Lorenza Castagneri per avere dato voce alla mia storia, di cui ho scritto recentemente in questo blog. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla tematica dell’accessibilità urbana e del modo in cui si spostano in città le persone diversamente abili.
Il ritaglio dell'articolo sul Corriere della Sera
Chi è Alessandro Albano, 39 anni, è cieco da 10 a causa di una malattia degenerativa della retina: la retinite pigmentosa. Vive a Mirafiori Nord e lavora come programmator e a San Donato. Scusi ma lei davvero spende 40 euro ogni giorno per andare a lavorare? «Se devo prendere il taxi andata e ritorno, sì. Se facessi sempre così mi ci vorrebbero 800 euro al mese. Per fortuna, negli anni, mi sono costruito una rete di amici e conoscenti che mi accompagnano. Ma ovviamente gli do una mancia. Oggi spendo circa 20 euro al giorno. A volte vado in macchina con mia moglie. Ma in una famiglia, è difficile riuscire a fare combaciare gli orari dei vari componenti: sono casi rari. Vivo ogni giorno nell’incertezza», risponde Alessandro Albano. Questa è la sua vita quotidiana da impiegato non vedente. Programmatore, vive a Mirafiori Nord e lavora a San Donato, ma il problema non è tanto dover attraversare la città. C’è il bus 71 che passa davanti a casa sua. «Vivo a due passi da via Guido Reni, nelle vicinanze dell’anagrafe, e lì ci sono due semafori sonori. Sarebbe comodissimo usare il bus. Il fatto è che nella zona del mio ufficio, nel complesso Piero della Francesca, i semafori sonori invece non esistono. Questo nonostante ci siano più strade che si intersecano, l’ospedale Amedeo di Savoia, l’Università, il Santo Volto. Lo stesso accade davanti all’ospedale Maria Vittoria dove dovrei scendere dal 71 e salire sul tram 9. Per meusare i mezzi pubblici per andare a lavorare è impossibile. Ho dovuto organizzarmi». Ma da cittadino Albano si chiede come il Comune ha intenzione di aiutare lui e gli altri che potrebbero trovarsi nella sua situazione. «Anche perché a Torino è praticamente impossibile accedere ad eventuali buoni taxi. Io sono in graduatoria, ma non sono mai riuscito a beneficiare del contributo perché i fondi sono limitati. Comunque sarebbe un supporto minimo. Lo esaurirei in quattro giorni di lavoro». Albano ha raccontato la sua storia anche a Marco Bongi, il presidente dell’Apri, l’associazione Pro retinopatici e ipovedenti. Però adattare un impianto semaforico ai non vedenti può costare anche diecimila euro. E così, a Torino, il quadro è desolante: solo il 13,7 per cento dei semafori è “sonorizzato” anche se la quota è in leggero miglioramento. Nel 2018 sono stati adattati sette attraversamenti, due saranno completati a breve e nei prossimi mesi verranno sistemati tutti gli impianti di via Nizza da corso Vittorio a piazza Carducci. La Città prova a fare il possibile. Il resto, almeno al momento, sembra lo debbano fare i cittadini e anche a proprie spese. «Due anni fa, prima di iniziare nella mia attuale azienda, avevo provato il percorso. Sapevo che c’erano difficoltà. Ma non avrei mai rinunciato al lavoro dei miei sogni».

Semafori sonori per non vedenti e viabilità: una richiesta al Comune di Torino.

#accessibilità #semafori #sonori #mobilità #nonvedenti #lavoro #autonomia #torino

Segue la mail inviata al Comune di Torino per sensibilizzare all’installazione di semafori sonori in zona ospedale Maria Vittoria e in zona Piero della Francesca. L’intervento si rende necessario per rendere la zona accessibile e di conseguenza, permettermi di recarmi sul posto di lavoro con i mezzi pubblici. Tali punti di interesse personali sono condivisi con la comunità dato che sono nei pressi di ospedali, università e Curia di Torino, oltre al fatto che il Piero della Francesca ospita decine di aziende.

Condivido con tutti voi il documento, inviatomi  dalla Segreteria Tecnica dell’ Assessore Viabilità, Infrastrutture, Trasporti e Mobilità di Torino, contenente i semafori sonori ad oggi installati in Torino. Il fatto che siano presenti in questo documento non ne attesta il corretto funzionamento.

——– Messaggio Inoltrato ——–
Oggetto: Semafori acustici, mezzi pubblici, viabilità pedonale lavoratore non vedente
Data: Wed, 20 Mar 2019 10:44:12 +0100
Mittente: Alessandro Albano
A: segreteria.assessorelapietra@comune.torino.it, Info.viabilitaetrasporti@comune.torino.it, segreteriapresidentecirc4@comune.torino.it, maria.lapietra@comune.torino.it, urc@comune.torino.it, segreteria.sindaca@comune.torino.it, segreteria.vicesindaco@comune.torino.it, segreteria.assessoreschellino@comune.torino.it
CC: claudio.cerrato@gmail.com, Gabriele.delcarlo@comune.torino.it, APRI Onlus , Marco Bongi

Buongiorno a tutti,
sono un lavoratore non vedente di Torino, lavoro da 19 anni e da circa 2 anni lavoro al Piero della Francesca e vi scrivo per segnalarvi che non mi è possibile recarmi a lavoro con i mezzi pubblici. Il problema è dovuto dall’assenza di semafori sonori e di attraversamenti sicuri in prossimità delle fermate. In città mi sposto con il bastone bianco. Gli orari sono quelli classici di un lavoratore, la mattina tra le 8 e le 9.30 e nel pomeriggio dalle 16.30 alle 19.

Io parto da Via Forno Canavese (10136) a Torino, mirafiori nord, fino a qui tutto ok, mi reco alla fermata per prendere il 71 (direzione Porta Susa – Bolzano capolinea) in Via Guido Reni, qui ci sono anche i semafori sonori grazie ad un ufficio anagrafe presente a pochi passi.

Devo andare in Corso Svizzera 189/A, per farlo, devo scendere dal 71 e prendere la linea 9 nei pressi dell’Ospedale Maria Vittoria (due attraversamenti via Cibrario e corso Tassoni).

Mi sono fermato nell’esplorare la zona di arrivo in Corso Svizzera. All’andata dovrei scendere alla fermata 184, “Piero della Francesca”, ma è impossibile attraversare in direzione Corso Svizzera 189/A, non c’è alcun semaforo sonoro e nessun riferimento, troppo rischioso farlo “alla cieca”. Pensare che stiamo parlando di meno di 50 metri dalla meta. L’attraversamento risulta pericoloso anche per chi ci vede.

Al ritorno dovrei recarmi alla fermata 183, “Piero della Francesca”,appena dopo via Nole. Lo posso fare, ma completamente “alla cieca”, rischio alto, ci sono dei riferimenti urbani, tipo transenne, che mi permettono di orientarmi un minimo. Qui manca addirittura il semaforo (tra l’altro siamo a pochi metri dalla Diocesi di Torino dove è presente la Chiesa e gli uffici della Curia). Poi devo scendere sempre al Maria Vittoria.

Per non lasciare nulla al caso, con un amico, mi sono spinto fino alla fermata Amedeo di Savoia, sempre in Corso Svizzera, circa a 400 metri da dove lavoro io. Ho pensato, qui c’è un ospedale e l’Università di informatica, ci sarà di sicuro il semaforo sonoro. Infatti NON c’è assolutamente nulla, mi sbagliavo. Non era un tragitto comodo, ma era un qualcosa. Sono solo 400 metri, ma percorsi da non vedente e con due attraversamenti senza semafori, comunque pericoloso.

Sempre in Corso Svizzera, tra i civici 189/A e 185 Bis, sono presenti, in un senso e nell’altro, le eventuali fermate provvisorie della linea 3 e linea 9, anche questi attraversamenti non risultano sonorizzati.

Come intende aiutarmi il Comune di Torino?

Vi prego di non rispondermi che non ci sono i fondi.

È poco utile che vi dica, perchè lo sapete già, che a Torino non è praticamente possibile accedere ad eventuali buoni taxi (sono in graduatoria, ma è tutto fermo da anni)o qualsiasi altro tipo di trasporto per diversamente abili. Per non parlare dell’assoluta mancanza di alternative al servizio taxi. Ad oggi, recarmi a lavoro, mi costa circa 40€ al giorno.

Allego un doc con i semafori sonori in Torino, aggiornato al 2011, avete qualcosa di + aggiornato?

Metto in copia anche l’associazione di categoria Apri Onlus – www.ipovedenti.it

Grazie mille.

Rimango a disposizione.

Ora resto in attesa di una risposta da parte del Comune di Torino.
Stay tuned.

La lingua inglese e i non vedenti: English for Italians, una risorsa accessibile e interessante

Da tempo ero alla ricerca di una risorsa accessibile per imparare e rinforzare il mio inglese. Conoscere questa lingua è ormai d’obbligo, a maggior ragione se ci si occupa di tecnologia. Ognuno di noi conosce l’inglese più o meno bene, ogni persona lo padroneggia o meno in base al proprio livello di istruzione. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto di essere non vedenti, si apre come sempre lo scenario di dover trovare dei corsi accessibili, materiali accessibili e un metodo che funzioni sul serio. Oltre alla ricerca in rete, non ho esitato a contattare telefonicamente alcune scuole che lo insegnano, ma quando fai presente loro che non vedi, non sanno come porsi e nessuno tenta di proporti un percorso accessibile. Tornando al mondo di internet, c’è l’imbarazzo della scelta, ma sempre sulla tematica dell’accessibilità, devo dire che c’è poco di funzionale, molti corsi sono basati sulla vista, sul descrivere immagini e filmati, spesso ci si imbatte in corsi totalmente multimediali. Per non parlare poi del materiale di studio, spesso molto poco accessibile.

Per fortuna ho trovato la risorsa che voglio segnalarvi: English for Italians. Il sito risulta accessibile, è presente diverso materiale gratuito e 2 corsi a pagamento. I materiali forniti sono di tipo audio mp3 e PDF. Il tutto risulta da subito accessibile e fruibile tramite le tecnologie assistive. I materiali teorici e gli esercizi sono completi e seguendo il corso si affrontano gli argomenti che rappresentano la base della lingua inglese. Personalmente, ho acquistato il corso base e quello advanced, li trovo davvero completi e sono per me indispensabili per migliorare il mio inglese. Seguendo il corso si impara una grande quantità di termini ed è presente un comodo file che li contiene tutti. Tra il materiale gratuito segnalo una grammatica completa, anch’essa in audio mp3 e PDF. Ho avuto modo di scambiare diverse email con l’ideatore del corso e i suoi collaboratori, delle persone gentili, disponibili e preparate, non hanno esitato a rendere il materiale ancora più accessibile, conoscono addirittura il Braille.

Una volta acquisite le basi della lingua o per chi già le possiede, consiglio anche un sito dal quale leggere ed ascoltare diversi contenuti in lingua: ManyThings.org . Naturalmente il sito è completamente accessibile e presenta tra le tante sezioni, una che trovo molto interessante dove sono presenti le notizie più importanti del giorno da tutto il mondo, naturalmente scritte e ascoltabili in lingua inglese. Non ci resta che cominciare a studiare!

[PC PROFESSIONALE] – Come controllare YouTube con le scorciatoie da tastiera

Prendo spunto da un articolo pubblicato da Pc Professionale, per condividere con voi una serie di scociatoie da tastiera con le quali è possibile interagire rapidamente con le pagine web di YouTube. Per gli utilizzatori di lettore di schermo NVDA, ricordo di premere la combinazione “NVDA + F2” prima di impartire lo specifico comando rapido per YouTube. Buon divertimento a tutti.

[PC PROFESSIONALE] – Come controllare YouTube con le scorciatoie da tastiera

Eclipse IDE: programmare in modo accessibile

Inizio oggi una serie di articoli che introducono alla possibilità di svolgere la professione del programmatore da parte di sviluppatori affetti da disabilità visiva (non vedenti ed ipovedenti). L’obiettivo è quello di rendere consapevoli le aziende del fatto che questa è una professione possibile per i disabili visivi, ma allo stesso tempo sono gli stessi ipovedenti o non vedenti che devono sapere che possono diventare sviluppatori professionisti, perché oggi gli strumenti ci sono.
Oggi parlerò dell’IDE Eclipse, che per chi non lo sapesse è un software libero per la scrittura di codice in diversi linguaggi di programmazione, in particolare vi parlerò del linguaggio Java, ma molto di quello che scriverò sarà applicabile anche ad altri linguaggi come Python o C.
Premetto che non è indispensabile un IDE per scrivere codice, potremmo farlo anche con un semplice editor di testo come l’accessibile Notepad++, ma un ambiente di sviluppo completo come Eclipse ci facilita la vita e ci permette di avere funzionalità avanzate che ci aiutano nella scrittura e nel debug del codice.
Da non vedenti, per usare un pc con Windows, abbiamo bisogno di un software chiamato lettore di schermo, oggi per fortuna ne esiste uno gratuito, si chiama NVDA ed è perfetto per ciò che dobbiamo fare, data la sua ottima compatibilità con un gran numero di strumenti per lo sviluppo di software. Per aumentare la compatibilità di NVDA con l’IDE Eclipse, io ed Alberto Zanella, abbiamo sviluppato un Addon per il lettore di schermo, assolutamente da installare, vi rimando alla pagina ufficiale su GIT Hub (eclipse-nvda).
Eclipse è un IDE che nasce accessibile, compatibile con le tecnologie vocali, a questa pagina potete leggere alcune informazioni e modalità di interazione con l’interfaccia del software. Gli utilizzatori di screen reader possono muoversi tra le varie sezioni di Eclipse mediante il solo utilizzo della tastiera, senza mouse. Infatti è questa la particolarità di chi utilizza il software da non vedente, il mouse non si usa e grazie alle numerose scociatoie da tastiera (hotkey) si è in grado di padroneggiare il software in oggetto. Per comodità vi condivido un file di testo che contiene un buon numero di scorciatoie, quelle che utilizzo quotidianamente per il mio lavoro. Questi sono tutti i requisiti di sistema che dovete possedere per iniziare gli sviluppi con Eclipse, dovete avere una buona padronanza del pc tramite lettore di schermo e conoscere le basi della programmazione. In base al fatto che vogliate programmare in Java o Python, dovete installare il rispettivo SDK, senza il quale non potrete compilare il vostro codice sorgente.
Concludo qui questo primo articolo, vuole essere solo un’introduzione alle possibilità di programmazione, non vuole essere una guida esaustiva, ma solo un punto di partenza. Per maggiori informazioni non esitate a scrivermi.